La violenza dei governi, degli Stati e dei mercati
C’è un filo rosso che lega il regime di Erdogan, il teatrino elettorale francese, la vicenda dei vaccini, la crisi della cooperazione internazionale, ma perfino la diffusione di importanti esperienze non statali (foto) che ripensano l’educazione? Forse sì, dice Enrico Euli: in modo diverso e limitato mostrano come si esprime la violenza degli Stati e dei mercati, il loro legame, ma anche le resistenze, spesso contraddittorie, di tanti e tante. Lo ha spiegato qualche tempo fa Raúl Zibechi in La nuova grande trasformazione , siamo alla fine di un periodo che segna un cambiamento enorme che comprende la fine dello stato sociale, quella della sovranità nazionale e quella delle democrazie. Lassù in alto è tutto marcio: si tratta di riconoscerlo e di essere disposti e liberarcene: dobbiamo creare mondi nuovi, fuori dagli Stati tradizionali e dai mercati, anche se è tutto maledettamente complicato. Gabriele del Grande , appena arrivato all’aeroporto di Bologna, finalmente lib...