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Ma che ci fa un papa, pure straniero, tra 100.000 morti italiani di un secolo fa?

Ovviamente, fra le varie cose “giuste” che dice, Bergoglio parla contro la guerra, le guerre. Ma allora, tra le tante possibili destinazioni che possano avere una rilevanza per il cattolicesimo che lui rappresenta, che diavolo mai va a fare, lui peraltro sudamericano, al nostro italianissimo Sacrario di Redipuglia dove si trovano sepolti centomila soldati italiani morti, non per la pace, ma in quella guerra di irridentismo che fu la 15-'18, morti come soldati che uccidevano ma rimasero uccisi, morti per l'Italia con il fucile convintamente in mano. C'entra questo con le litanie per una pace che tutti ovviamente ci auguriamo? Molti dei morti di Redipuglia erano volontari interventisti che volevano quella guerra, tanti erano anche non cattolici o noncredenti, quasi tutti partecipi dell'ideale laico risorgimentale e non pacifisti: erano testimoni dell'Italia di Porta Pia che vuole diventare Unita con quell'ultima guerra di Indipendenza, molti anche inneggiavan...

ONU punta il dito contro la Santa Sede: ha permesso abusi sessuali su migliaia di bambini

«Rimuovere immediatamente dall'incarico chi li ha commessi»  La Santa Sede rimuova «immediatamente» dal loro incarico chi ha commesso abusi sessuali sui bambini, o che ne è sospettato, perché finora ha «adottato politiche e pratiche» che hanno portato a continuare abusi su decine di migliaia di bambini e all'impunità degli autori. Lo si legge nel rapporto del Comitato Onu sui diritti dei bambini. Il Comitato, che ha stilato le osservazioni finali in seguito all'esame del rapporto della Santa Sede sul rispetto della Convenzione sui diritti del fanciullo, si dice «seriamente preoccupato» dal fatto che la Santa Sede «non abbia riconosciuto la portata dei crimini commessi, non abbia adottato le misure necessarie per affrontare i casi di abusi sessuali su minori e per proteggere i bambini. Inoltre «ha adottato politiche e pratiche» che hanno portato alla prosecuzione di abusi e all'impunità degli autori. La replica È «di sorpresa» la reazione del Vat...

Spagna: cancellato il diritto all’aborto, è rivolta

Prosegue in uno stato spagnolo devastato da anni di austerity e tagli l’offensiva reazionaria condotta dal governo di Mariano Rajoy. Dopo aver messo mano al diritto di manifestazione e all’istruzione pubblica, il Partito Popolare ha appena inferto un gravissimo colpo al diritto all’autodeterminazione delle donne, in particolare riportando la legge sull’interruzione di gravidanza indietro di parecchi decenni.  Ieri il consiglio dei ministri ha approvato una controriforma della precedente legge che renderà molto difficile per le donne spagnole abortire, costringendole a ricorrere alla pericolosa e costosa pratica degli aborti clandestini o a recarsi all’estero così come avveniva nel paese ai tempi della dittatura di Francisco Franco e fino al 1985. Il progetto di legge é firmato dal ministro della giustizia Alberto Ruiz-Gallardón - e non dalla ministra della sanità, la più moderata Ana Mato - e reca l’altisonante denominazione di “Legge organica per la protezi...