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Il "Rapporto Roubini" prevede un 2015 da incubo.

E' appena terminato un anno difficile dove, sopratutto in Europa, la situazione è diventata sempre più difficile e insostenibile causata, da politiche sbagliate, neoliberiste, imposte dalla Troika e dalla Germania della Cancelliera Merkel che, il nuovo, il 2015 appena iniziato "Sarà addirittura da incubo". La funesta previsione è firmata da Nouriel Roubini, economista molto apprezzato (e ascoltato) che insegna alla New York University. L'economista, nel suo abituale "report" d'inizio anno - report inviato a governi , fondi d'investimento e corporation varie - non promette nulla di buono: si parla apertamente di diseguaglianze che avverranno tra paesi. La crescita per il 2015 a livello mondiale non andrà oltre il 3% e la guiderà l'America - scrive senza tanti giri di parole l'economista - e l'Europa? Roubini lo scrive a chiare lettere, senza problemi: sarà un dramma. Le previsioni per l'anno nuovo sono drammatiche. L...

Milano / La casa è di chi l'abita

Un celebre verso della canzone “Dimmi bel giovane” di Francesco Bertelli del 1871 recita quello che, a distanza di oltre centocinquantanni, è un diritto assoluto e inalienabile: il diritto, per tutte e tutti, ad avere una dignitosa sistemazione abitativa.   In questi giorni, per i mass media di regime sempre e solo attenti alle beghe di Palazzo, vi è risonanza e diritto di cronaca per quanto riguarda il pluridecennale problema abitativo concentrato nelle periferie delle metropoli del fu “Bel Paese”.   Quello che è un problema sociale spesso e volentieri viene derubricato, dai governi nazionali e locali, a problema di “ordine pubblico”, di ripristino della “legalità” e altre sciocchezze del genere.    Nella sola città di Milano oltre 10.000 abitazioni di proprietà pubblica ad edilizia popolare sono lasciate, nella incuria generale, chiuse e sfitte, a dimostrazione di come vi sia, nel vario rimpallarsi responsabilità di gestione tr...

Rapporto SviMez - I numeri dello sfacelo

Tra le principali economie industrializzate, l'Italia è fra le più lente a recuperare a causa della crisi di competitività che la colpisce da oltre dieci anni. Nel 2013 il PIL è crollato nel Mezzogiorno del 3,5%, aggravando la flessione dell'anno precedente (-3,2%): per il sesto anno consecutivo il PIL del Mezzogiorno registra segno negativo, a testimonianza della criticità dell'area.   La Calabria si conferma la Regione più povera d'Italia con un PIL pro capite che nel 2013 si è fermato a 15.989 euro; a livello nazionale il PIL è stato di 25.457 euro, risultante con una media tra i 29.837 euro del Centro-Nord e i 16.888 euro del Mezzogiorno. La nuova flessione riporta il numero degli occupati del sud, per la prima volta nella storia a 5,8 milioni, sotto la soglia simbolica dei 6 milioni: il livello più basso almeno dal 1977, caso unico in Europa, l'Italia è un Paese spaccato in due sul fronte migratorio: un Centro-Nord che attira e smista flussi al suo i...

Sotto il vestito la cultura dello sbirro

Non è necessario indossare un’uniforme per essere uno sbirro, un servo dello stato, e neanche portare armi addosso come fossero appendici per frustrati autoritari.  Direi anzi che gli sbirri con divise e pistole sono meno pericolosi proprio perché riconoscibili in quanto tali. Ma quando tutta la società viene modellata sul servilismo, sulla gerarchia e la competizione feroce, ovvero sull’autoritarismo, allora si è certi che lo sbirro è anche il tuo vicino di casa che ti controlla, o la massaia al mercato che indica il ladro di mele all’autorità, o il genitore che ordina e punisce, o l’impiegato arrogante che ti chiude lo sportello in faccia, o la maestra che addestra all’obbedienza e all’adattamento borghese, o il prete che predica la rassegnazione, l’inazione e la vana speranza, o il ragazzo ‘per bene’ che insulta l’immigrato, o la segretaria che fa la spia con la miserevole speranza di ottenere un sorriso dal capo…  Lo sbirro sei tu. Quando tutta la ...

Di nuovo emigranti: più italiani in fuga che stranieri in arrivo

A partire sono soprattutto 40enni laureati o diplomati. La svolta nel 2014: dopo decenni bilancio migratorio negativo. A lungo siamo stati un popolo d’emigrati, un po’ per spirito d’avventura molto per necessità. Siamo anche stati - ed è storia recente - terra promessa per chi fuggiva dalla miseria, dalle dittature o dal crollo dei regimi. Ora siamo di nuovo in fuga.  L’Italia non piace più. Né agli stranieri, che fino a qualche anno fa si catapultavano dentro i nostri confini in cerca di una vita migliore, né agli italiani che sempre più spesso fanno le valigie senza sapere se e quando torneranno. Il 2014 sarà il primo anno a saldo migratorio negativo, sostiene la Caritas Migrantes. Fuori dalle definizioni statistiche, significa che i nostri connazionali in fuga dalla crisi saranno più degli stranieri in cerca di lavoro e dei disperati che sfidano la morte affrontando strazianti viaggi nel Mediterraneo. La bilancia penderà verso i fuggiaschi per almeno 20...