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Legambiente: troppa plastica sulle spiagge italiane

Dalle bottiglie ai contenitori, dalle tappe ai coperchi e alle stoviglie: la plastica invade le nostre spiagge. Spiagge italiane invase dai rifiuti in plastica : bottiglie, contenitori, tappi e coperchi rovinano la bellezza delle nostre coste e mettono in pericolo anche animali e bambini. Ma ci sono anche mozziconi di sigaretta,  stoviglie usa e getta di plastica, mattonelle e calcinacci. A denunciare la situazione è l’indagine sulla beach litter curata Legambiente secondo il protocollo scientifico del ministero dell’Ambiente e di Ispra, nell’ambito della campagna Spiagge e Fondali puliti - Clean up the Med.   L’indagine ha coinvolto un’area di 130.040 mq, pari a quasi 20 campi da calcio: 24 spiagge monitorate, situate nei comuni di Genova, Viareggio (Lu), Orbetello (Gr), Scarlino (Gr), Fiumicino (Rm), Anzio (Rm), Pozzuoli (Na), Pollica (Sa), Giardini Naxos (Me), Palermo, Agrigento, Gela (Cl), Ragusa, Pachino (Sr), Noto (Sr), Catania, Policoro (Mt), Pisti...

Discarica Italia

La strategia "Rifiuti zero 2020" voluta dall'Unione Europea dice che riciclaggio, compostaggio e riutilizzo devono prendere il posto di tecniche poco ambientaliste come l'incenerimento e lo stoccaggio in discarica. A che punto sta il Bel Paese? Cadoinpiedi.it lo ha chiesto a Rossano Ercolini, presidente dell’associazione Zero Waste Europe e autore di Non Bruciamo il futuro (Garzanti, 2014). Le luci della ribalta le ha conquistate la Terra dei Fuochi. Ma il problema dei rifiuti in Italia non è tutto lì. Ed è molto lontano dall'essere risolto. Città come Napoli o Roma rimangono osservate speciali, mentre altri comuni virtuosi danno il buon esempio raggiungendo best practices d'eccellenza. E sono mosche bianche.  Il tempo, però, adesso stringe. E le disparità vanno risolte al più presto, perché la strategia "Rifiuti zero 2020" voluta dall'Unione Europea dice che riciclaggio, compostaggio e riutilizzo devono prendere il posto di ...

Pollution, il video choc sugli effetti dell’inquinamento

Nella clip di Bryan Clark quello che (ci) accade stando esposti all’inquinamento atmosferico.  http://vimeo.com/44468372 La computer animation riesce a rappresentare ancor più del documentario i danni che l’uomo provoca all’ambiente e a se stesso abusando della natura e rincorrendo un’ideale di sviluppo concepito alla fine del Settecento, quando le risorse del nostro pianeta sembravano essere illimitate.  Pollution è una breve animazione di Bryan Clark che mostra un paesaggio incontaminato e la sua progressiva scomparsa a causa dell’aggressione dello sviluppo industriale. Di quanto sia vana l’illusione dell’uomo di poter limitare alla natura il danno viene spiegata con una grande intuizione narrativa nell’epilogo. Proprio ieri Ecoblog ha raccontato del rapporto di causa-effetto fra l’esposizione delle madri all’inquinamento atmosferico e la diminuzione del peso dei neonati. Proprio in questi giorni arriva dalla Cina la notizia delle nubi di ...

Crotone è una città malata. In 10mila ci "mettono la faccia"

Crotone è una città malata. L'incidenza dei tumori all'apparato digerente (per le donne) e a quello genitourinario (per gli uomini) è superiore alla media nazionale. Lo sottolinea  lo studio epidemiologico Sentieri , condotto e finanziato nell'Ambito del Programma Strategico Ambiente e Salute del Ministero, pubblicato nel 2011. L'area Crotone - Cassano - Cerchiara è inserita in un elenco di 57 SIN, siti di interesse nazionale,"insediamenti esposti a rischio inquinamento" e che necessitano di interventi di bonifica. " Eccesso di mortalità per il tumore maligno della pleura, sia tra gli uomini sia tra le donne. L'incremento della mortalità per tale patologia riflette un effettivo incremento del rischio di mesotelioma pleurico, causato da esposizione all'amianto nel polo chimico di Crotone" si legge nello studio che ha analizzato la mortalità per 63 gruppi di cause nel periodo 1995-2002. Oggi nessuno lo direbbe ma 2...

Tirreno, un mare di plastica

Rappresenta il 94% dei rifiuti galleggianti. Il record nel settore centro-meridionale: 13,3 detriti per chilometro quadrato.  Tirreno di plastica. Buste, bottiglie, polistirolo sono il 94% dei rifiuti galleggianti in questo tratto di Mediterraneo, secondo un monitoraggio compiuto nei mesi scorsi da Goletta Verde di Legambiente e Accademia del Leviatano, utilizzando il protocollo scientifico elaborato da Ispra e dal dipartimento di Biologia dell'università di Pisa. Non è un problema solo italiano, ovviamente. Secondo l'Unep, il programma ambiente dell'Onu, la plastica rappresenta dal 60 all'80% dei rifiuti in mare, con punte del 90-95% in alcune regioni. E nel Pacifico, tra le Hawaii e la California è emerso un settimo continente: tutto di plastica, un'isola spazzatura aggregata nel corso dei decenni dal gioco delle correnti, dalla potenza del vortice subtropicale del Nord Pacifico, dove ogni anno si radunano parte dei 300 milioni di tonnellate di pl...