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Canada: niente oleodotto, danneggia le orche

La corte federale canadese ha bloccato la costruzione di un’estensione verso il mare della esistente Trans Mountain Pipeline per salvare le orche che vivono in quel tratto di Salish Sea. Non solo, nella sua decisione, la Corte ha aggiunto che la ditta proprietaria dell’oleodotto, la texana Kinder Morgan, non ha tenuto conto del parere delle tribù indigene attraverso le cui terre sarebbero dovute passare una parte delle infrastrutture. La sentenza arriva dopo almeno due anni di lotte in tribunale, con gli indigeni, gli ambientalisti e la città di Vancouver uniti nella causa contro la ditta che ha annunciato che abbandonerà il progetto che avrebbe triplicato il flusso di petrolio.  * * * * * Opera condivisa tramite licenza Creative Commons BY-NC-ND 2.5 IT Fonte: Dolce Vita, alternative lifestyle magazine – www.dolcevitaonline.it

Stop a nuove trivellazioni in Nuova Zelanda

A distanza di un anno dalle elezioni arriva una prima grande decisione in ambito ambientale: la Nuova Zelanda non darà più nuove concessioni per le trivellazioni nei suoi mari a scopo di ricerca di carburanti fossili. L’obiettivo è di ricavare energia da soli fonti rinnovabili entro il 2035 e raggiungere l’ambito traguardo di “carbon neutral” entro il 2050. Nelle acque neozelandesi sono attive 22 concessioni finalizzate alla raccolta di petrolio e gas. Il provvedimento non va a intaccare queste già attive, ma blocca in modo definitivo i tentativi di tutte le potenze petrolifere che desidererebbero altri accessi all’oro nero. * * * Some Right Reserved Tu sei libero di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare quest’opera. Alle seguenti condizioni: + Attribuzione. Devi attribuire la paternità dell’opera nei modi indicati dall’autore. + Non Commerciale. Non puoi usare quest’opera per fini commerciali. + Non oper...

Armi chimiche in mare

Gli scarichi industriali e i farmaci non sono l’unica spazzatura presente nell’acqua di cui dovremmo preoccuparci. Per decenni, gli oceani del mondo sono stati utilizzati come un gigantesco bidone dell’immondizia dei prodotti chimici più nocivi e letali in circolazione. Vari Paesi hanno scaricato in acqua centinaia di migliaia di tonnellate di armi piene di cianuro, gas mostarda, sarin, fosgene, VX, Zyklon B e altri agenti nervini. La pratica di usare il mare come discarica iniziò verso la Prima Guerra Mondiale, sebbene praticamente non esista una documentazione in proposito. È poi diventata frenetica subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ritrovandosi enormi depositi di armi tedesche, gli Alleati pensarono bene di gettarle nelle acque circostanti l’Europa. Secondo stime ufficiali della NATO, fra il 1945 e il 1947 sono state scaricate nel Mar Baltico e nell’Atlantico del Nord 300.000 tonnellate di queste armi, contenenti 60.000 tonnellate di agenti nervini. Il Giappone possedeva mol...

Il peggior Presidente di sempre?

I tempi della sfiducia politica e gli eventi funesti suggeriscono: Bush è il peggior presidente di sempre? Ma è davvero così? Mickey Z. riassume diversamente: “Certo, è il peggior presidente dai tempi di Bill Clinton”. Per credergli basta un ragguaglio storico e uno sguardo alle facce scolpite nel monte Rushmore. Ecco Andrew Jackson, settimo presidente degli Stati Uniti, che cavalca con gli scalpi degli indiani appesa alla sella. Ed ecco anche Teddy Roosevelt mentre afferma: “La democrazia ha la sua giustificazione nel riservare i territori migliori del pianeta alla razza bianca […] a ogni immigrato che arriva qui dovrebbe essere richiesto di imparare l’inglese entro cinque anni o altrimenti di lasciare il paese […] qui c’è posto solo per un ‘americanismo’ al 100%, solo per coloro che sono americani e basta”. Pensare ai democratici non fa stare meglio. Woodrow Wilson (1912-1920) fu colui che ordinò l’entrata in guerra degli Stati Uniti, una guerra ben più sanguinosa di quella irachena....

Vaccini: prove di dittatura totalitaria in Italia

Un altro radiato: Dario Miedico (77 anni) è uno dei 153 firmatari della lettera all’Iss che vanta il presidente Ricciardi in macroscopico conflitto di interessi. Fu così che in Italia non ci fu più una sola reazione avversa ai vaccini. Sotto dittatura il dissenso critico è assolutamente vietato. L’Istituto superiore di sanità ha ricevuto un documento firmato appunto da 153 medici nel quale si segnalano le tare di una pratica mal eseguita (secondo i firmatari), ed anziché occuparsi di tali rischi, cioè svolgere il suo lavoro, fa da delatore per una ritorsione privatistica. Ben  15 paesi europei, tra cui la Germania non hanno programmi vaccinali.   Visto l'andazzo, adesso i medici che certificano i falsi invalidi li fucilano?  Radiare un medico epidemiologo perché obietta sulle vaccinazioni di massa sembra da Paese poco democratico, anzi proprio totalitario, anche se il tema in questione riguarda possibili epidemie di malattie infantili. E che dire di tanti medici che ...

Prove di guerra sulla pelle dei sardi

Sulla grande isola ad ovest dello Stivale che scruta la penisola iberica nel bel mezzo del Mar Tirreno, ormai da decenni la primavera viene annichilita dall’impronta bellica. Altro che cartolina vacanziera. Anche quest’anno in mare lo scenario infernale non muta. «Esercitazioni a fuoco: lanci di missili e razzi nel mese di marzo, aprile, maggio e giugno 2017». Le ordinanze della Capitaneria portuale di Cagliari attestano l’interdizione alla navigazione, all’approdo, alla pesca ed ai mestieri affini, entro le acque territoriali comprese nella giurisdizione del circondario marittimo cagliaritano. Al miglior offerente: in affitto. Il 29 novembre 2006 l’allora Capo di Stato Maggiore dell’aeronautica, Vincenzo Camporini dichiarava in un’audizione alla Camera: «Le elevate potenzialità delle strutture militari della Sardegna, per l’addestramento operativo di forze aeree sono diventate oggetto di interesse di vari Paesi alleati e amici. In particolare di francesi e tedeschi. La Francia ...

Alla salute dell'ambiente marino

La start-up EcoTechSystems monitora lo stato dei mari con un approccio che affianca test classici e altri dedicati alla biodiversità di acque e sedimenti. Sistemi di monitoraggio sviluppati  a partire da dati scientifici per valutare lo stato di salute dell’ambiente marino. Sono quelli che permetto di capire quale sia il grado di inquinamento di uno specchio d’acqua, e così trovare soluzioni per preservare la sua biodiversità. Per farlo servono ricercatori, laboratori e aziende pronte a fare della tutela ambientale un loro cavallo di battaglia. Dal 2003 questo mix virtuoso ha preso vita ad Ancona, dove è nata EcoTechSystems, uno  spin-off  dell’Università Politecnica delle Marche. A fondarlo 11 soci fra ricercatori, assegnisti di ricerca e dottorandi, tutti appartenenti al Dipartimento di scienze del mare dell’ateneo marchigiano, tanto appassionati di scienza e di ricerca da trovare un modo per continuare a condurre i loro studi fuori dal sistema della ricerca univer...

Un mare di plastica

Nel Mediterraneo le concentrazioni di questo materiale sono tra le più alte al mondo. L’impatto nocivo della plastica sugli ecosistemi marini è preoccupante, e sono diversi i progetti che affrontano il problema (si veda  Alla ricerca della plastica scomparsa  in “Le Scienze” n. 560, aprile 2015). Ora uno studio pubblicato su “Scientific Reports” dall’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricercha, Università di Ancona, l’Università del Salento e la statunitense Algita Foundation, ha tracciato un quadro del Mediterraneo nel 2013.  F rammenti più piccoli di due millimetri, non visibili a occhio nudo, galleggiano quasi ovunque nel Mare Nostrum, e le concentrazioni sono tra le più elevate del globo: 1,25 milioni di frammenti per chilometro quadrato. Il record nel record spetta al tratto di mare tra Toscana e Corsica, con dieci chilogrammi di microplastica per chilometro quadrato. In generale la plastica è più abbondante nel Mediterraneo occidentale rispe...

Sezzadio: No ai padroni dei rifiuti

Il 26 settembre a Sezzadio, i Comitati di Base della Valle Bormida sono scesi in piazza per difendere la falda acquifera, contro le multinazionali dei rifiuti, contro l’Acna di Cengio e contro il Terzo Valico. La nostra manifestazione è stata un forte segnale di opposizione verso chi vuole distruggere il nostro territorio e anche contro i politici che fino ad ora hanno protetto la Riccoboni. Eravamo quasi duemila persone, c’erano donne, bambini, alcune scuole, alcuni nonni addirittura che spingevano le carrozzine con i nipoti dentro e 44 trattori dei contadini della zona. Siamo scesi in piazza arrabbiati e incazzati. Hanno partecipato alla manifestazione diversi Comitati della provincia di Alessandria che si battono contro il Terzo Valico. Gli organizzatori hanno spiegato le finalità di questa lotta alla popolazione e hanno spiegato il perché questa discarica non si deve fare sulla falda acquifera che oggi dà da bere a 50.000 persone della Valle Bormida ma anche s...

Ambiente: al via progetto Ue di valorizzazione dei rifiuti rurali

Beirut, presentato progetto attivo tra Sardegna, Libano e Tunisia. Sardegna, Tunisia e Libano uniti dal principio che i rifiuti rurali e urbani non sono un peso bensì un'opportunità di crescita per le comunità e un guadagno per la collettività. Con questa certezza è stato presentato a Beirut il progetto Landcare Med, ideato da ricercatori dell'università di Cagliari e finanziato per il 90% dall'Unione Europea tramite il programma EnpiCbc Bacino del Mediterraneo. Al centro del progetto, della durata di due anni e del costo di due milioni di euro, ci sono quattro comuni del Mediterraneo: Decimoputzu in provincia di Cagliari, Medjez el Bab in Tunisia, Haret Saida e Zebdin nel sud del Libano. "I rifiuti non sono un peso ma sono un valore che può essere trasformato in un'opportunità, diventando una fonte di risorse economiche", afferma, parlando con ANSAMed, Antonio Mura, responsabile della comunicazione di Landcare Med. Il progetto ha l'obiett...

No Muos / Niscemi resiste

Circa un migliaio di persone hanno partecipato venerdì 21 novembre allo sciopero sociale indetto a Niscemi da un comitato spontaneo di associazioni, su proposta del Coordinamento regionale dei comitati NO MUOS: non c'è stata un'adesione compatta come il 30 maggio del 2013, quando il movimento di opposizione al MUOS era in forte ascesa, ma comunque da questa giornata giungono diverse indicazioni. Va premesso che lo sciopero veniva indetto accomunando tutta una serie di gravi problemi che affliggono la popolazione, non solo quindi MUOS e presenza militare statunitense, ma anche mancanza di acqua (arriva ogni 15 giorni circa, e spesso non è potabile), carenza di servizi (le scuole cadono a pezzi, l'ospedale è a rischio chiusura, la linea ferroviaria è interrotta da oltre 3 anni), crisi dell'agricoltura, ripresa dell'emigrazione, ecc. Questa scelta scaturisce dalla volontà dei compagni del locale comitato NO MUOS di radicarsi fortemente sul territor...

I camion passano e trasportano la morte

VOTIAMO TUTTI #NODISCARICA. SULLA CONTESTAZIONE A RENZI A COSENZA, GIOCANO CON LE NOSTRE VITE.   È UN GIOCO INTERNO AL PD,  NON CI STIAMO!   Il comizio burla del fantomatico candidato alle prossime regionali, onorevole “Tal Quale”, nei pressi della Statale 107, che invita i suoi elettori a scrivere sulla scheda elettorale il prossimo 23 novembre “NO DISCARICA”, è riuscito anche a bloccare il passaggio di diversi camion carichi di rifiuti e diretti all'impianto della Mi.Ga srl di Celico. In una colorata e festosa giornata di protesta e di proposta, dinnanzi al silenzio imbarazzante di istituzioni e candidati riguardo a rifiuti e ambiente, il Comitato Ambientale Presilano, con simpatia ma anche serietà, nell'invitare ad un voto finalmente di vera protesta, lancia forte ancora una volta le sue proposte: strategia “Rifiuti Zero”, rispetto del territorio, salvaguardia ambientale, contenimento del rischio idrogeologico e tanto altro. Di fronte ad una campagna elettorale ...

La terra è un bene comune. Caicocci non si vende

Udite, Udite! Nel cuore verde dell'Italia, in una regione a vocazione agricola, succede che in Umbria, politicanti e padroni da una parte negano la terra mentre dall'altra la devastano. Caicocci è una tenuta del demanio regionale al nord dell'Umbria vicino a umbertide, un posto meraviglioso. Un territorio che viene una gran voglia di andarci, di starci, di costruire un percorso di condivisione legato all'agricoltura contadina e alla connessione con le realtà sociali del territorio. Uno spazio dove poter aprire un percorso di autoproduzioni contadine a basso impatto ambientale. Un lugo rimasto abbandonato per anni e che oggi vede la presenza di donne e uomini che lo vogliono abitare, che vi vogliono coltivare la terra, dandogli un valore sociale costruendo percorsi legati alla sovranità alimentare, alla riduzione del disagio sociale, alla didattica ambientale, alla costruzione di servizi distrutti dall'austerity, creando una socialità non m...