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Resistenza e Autodifesa fino alla vittoria!

La storia ci ha dimostrato, ancora una volta, che sono la Resistenza e l'Autodifesa dei popoli a fermare la tirannia degli stati e delle religioni nella lotta per la libertà. E così il 27 giugno scorso l'Esercito di difesa del popolo (YPG) e l'Esercito di autodifesa delle donne (YPJ) hanno riconquistato e ripreso il controllo dei territori della città di Kobane che, nella notte del 24 giugno scorso, avevano subito un vile attacco da parte dei miliziani dello Stato Islamico (Daesh) con la collaborazione della Turchia (ma anche di Israele e dei soliti “simpatizzanti” occidentali). La città siriana di Tel Abyad (Gire Spi), che permette di collegare il cantone di Kobane con quello di Jazira, era stata liberata nelle settimane scorse e durante i combattimenti 17 mila sfollati erano riusciti a mettersi in salvo. Un centinaio di miliziani dell'IS, recuperate le divise militari curde e dell'esercito siriano libero e con l'aiuto di alcuni collabor...

No Muos / Niscemi resiste

Circa un migliaio di persone hanno partecipato venerdì 21 novembre allo sciopero sociale indetto a Niscemi da un comitato spontaneo di associazioni, su proposta del Coordinamento regionale dei comitati NO MUOS: non c'è stata un'adesione compatta come il 30 maggio del 2013, quando il movimento di opposizione al MUOS era in forte ascesa, ma comunque da questa giornata giungono diverse indicazioni. Va premesso che lo sciopero veniva indetto accomunando tutta una serie di gravi problemi che affliggono la popolazione, non solo quindi MUOS e presenza militare statunitense, ma anche mancanza di acqua (arriva ogni 15 giorni circa, e spesso non è potabile), carenza di servizi (le scuole cadono a pezzi, l'ospedale è a rischio chiusura, la linea ferroviaria è interrotta da oltre 3 anni), crisi dell'agricoltura, ripresa dell'emigrazione, ecc. Questa scelta scaturisce dalla volontà dei compagni del locale comitato NO MUOS di radicarsi fortemente sul territor...

Resistenza alla bancarotta ecologica

Viviamo tre crisi simultaneamente: ecologica, energetica, finanziaria. Ma tutte e tre hanno un’unica causa: il dominio dell’avidità. Non esiste alcun debito economico, ma solo un debito ecologico con la Natura. Il debito ecologico è la sommatoria di tutti i sovraconsumi accumulati negli anni. Ovvero, eccedere le capacità rigenerative degli ecosistemi sfruttati dall’uomo. La Terra perde una superficie forestale pari a 65 campi di calcio al minuto: la deforestazione miete superficie alberate ad un ritmo di 13 milioni di ettari l’anno. L’uomo ha svuotato mari e fiumi delle varie forme di vita rubando più di quello che Gaia offre. Negli ultimi 30 anni i vertebrati selvatici sono diminuiti del 30 per cento. La salinizzazione colpisce 30 milioni degli attuali 260 milioni di ettari di terre irrigate. Il consumo energetico tra il 1961 e il 2001 è cresciuto del 700 per cento. E stanno per scatenarsi le guerre per l'oro blu. La prossima sete: c'è chi ...