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Visualizzazione dei post da gennaio, 2011

Ikea beccata, fattura tutto in un paradiso fiscale

Ikea , il più famoso marchio mondiale di arredamento, ha vari segreti per il suo successo: design innovativo, composizione modulare, produzione dislocata.  Ma anche un perfetto meccanismo di evasione fiscale, dato che la compagnia, creata in Svezia, opera in realtà da un paradiso fiscale, il Liechtestein. Siamo di fronte ad un bel paradosso di questi anni: il gruppo svedese Ikea produce in varie parti del mondo (specie dove la manodopera è economica), vende ovunque, è gestita da una società parallela in un paradiso fiscale e il suo fondatore, Ingvar Kamprad, vive in Svizzera. Quindi cos'ha di svedese? Se l'è chiesto la tv pubblica del paese nordico, che con un reportage ha svelato tutto: 11 miliardi di euro sono stati dirottati sui conti della società Interogo in Liechtestein. idealista.it

Anche il Vaticano usa la polizia negli sfratti: il 15 febbraio quattro famiglie di contadini dovranno lasciare la propria casa

«Ci troviamo di fronte a quello che sembra l'ennesimo tentativo di allungare il brodo, ma è un brodo avvelenato. Siamo di fronte allo strangolamento dei contadini messi sotto sfratto dal Vaticano. L'ufficiale giudiziario ha rimandato al 15 febbraio lo sfratto, con l'utilizzo della forza pubblica. Si tratta di una situazione paradossale, per la quale il Vaticano, con la richiesta della forza pubblica, di fatto armerà la polizia contro contadini inerti. Resta ancora un mistero il perché di tanto accanimento per riavere nella propria disponibilità un'area sottoposta a vincolo di parco naturale, dove quindi non è possibile edificare».  Lo dichiara, in una nota, Nando Bonessio, presidente dei verdi del Lazio durante il presidio con i contadini dell'Acquafredda. «Ci batteremo affinché questi sfratti non abbiano luogo, visto che i contadini che coltivano quelle terre da 4 generazioni non solo si ritroverebbero senza terre da coltivare, e quindi senza l...

L'Imu non è ancora stata approvata, ma la chiesa ne è già esente

Colpo a sorpresa del ministro Roberto Calderoli nel testo finale sul federalismo municipale: l' imu , imposta unica sugli immobili, che scatterà dal 2014, la dovranno pagare tutti, meno la chiesa cattolica . Nel testo iniziale non si parlava di nessuna esenzione. Cos'è cambiato in questi giorni? A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca sempre, diceva qualcuno . Vediamo cosa dice la bozza finale sul federalismo: niente imu non solo sugli immobili, sede di culto e di proprietà della santa sede, ma anche per ospedali e cliniche legate alla chiesa, scuole private, alberghi del mondo cattolico e oratori. Si mantengono dunque anche per la nuova imposta comunale le stesse esenzioni già previste dall'ici nella precedente bozza di decreto: l'esenzione per gli immobili "non di culto" non era prevista. Quindi in principio erano esenti solo le chiese, ma adesso anche scuole, ospedali e alberghi. L'Italia è già sotto processo dell'unione e...