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Visualizzazione dei post da febbraio, 2017

Riciclare per crescere

Un gene fornisce un’interpretazione interessante per l’evoluzione cerebrale umana Il segreto della nostra intelligenza? Il riciclaggio creativo. Alla fine degli anni settanta del secolo scorso,  il Nobel François Jacob lo aveva previsto in alcune memorabili conferenze sull’evoluzione come  bricolage . A suo avviso, la formazione in  Homo sapiens  di una neocorteccia dominante che interagisce con un sistema nervoso e ormonale evolutivamente più antico, rimasto in parte autonomo e in parte sottoposto alla tutela della neocorteccia, somigliava a un accrocco. Quarant’anni dopo scopriamo che questo rimodellamento ha avuto una precisa base genetica, che si manifesta in tutta la sua unicità nel corso della crescita di ciascuno di noi. Quello che infatti contraddistingue il cervello umano è la sua lenta maturazione per quasi due decenni dopo la nascita.  Homo sapiens  è un mammifero più neotenico degli altri, cioè trattiene i caratteri giovanili per un pro...

Alla salute dell'ambiente marino

La start-up EcoTechSystems monitora lo stato dei mari con un approccio che affianca test classici e altri dedicati alla biodiversità di acque e sedimenti. Sistemi di monitoraggio sviluppati  a partire da dati scientifici per valutare lo stato di salute dell’ambiente marino. Sono quelli che permetto di capire quale sia il grado di inquinamento di uno specchio d’acqua, e così trovare soluzioni per preservare la sua biodiversità. Per farlo servono ricercatori, laboratori e aziende pronte a fare della tutela ambientale un loro cavallo di battaglia. Dal 2003 questo mix virtuoso ha preso vita ad Ancona, dove è nata EcoTechSystems, uno  spin-off  dell’Università Politecnica delle Marche. A fondarlo 11 soci fra ricercatori, assegnisti di ricerca e dottorandi, tutti appartenenti al Dipartimento di scienze del mare dell’ateneo marchigiano, tanto appassionati di scienza e di ricerca da trovare un modo per continuare a condurre i loro studi fuori dal sistema della ricerca univer...

La chimica al computer

Marco De Vivo ha ricevuto un prestigioso premio dell’American Chemical Society per le sue ricerche sul DNA effettuate con calcolatori superpotenti. Immaginate di sedervi  davanti a uno schermo e assistere a una visione davvero speciale: la dinamica di assemblaggio della doppia elica del DNA, come un film della vita a livello molecolare che scorre davanti ai vostri occhi. È un po’ lo spettacolo di cui gode Marco De Vivo, insieme ai suoi ricercatori all’Istituto italiano di Tecnologia di Genova, grazie alle capacità di calcolo dei supercomputer che stanno spingendo avanti la ricerca di nuove terapie farmacologiche. Un risultato che gli è valso anche il premio OpenEye Outstanding Junior Faculty Award della American Chemicla Society, che gli verrà consegnato alla conferenza annuale della ACS in programma ad aprile a San Francisco. Intervista a Marco De Vivo. In una ricerca pubblicata la scorsa estate avete descritto la dinamica del meccanismo che regola questo assemblaggio...

Un mare di plastica

Nel Mediterraneo le concentrazioni di questo materiale sono tra le più alte al mondo. L’impatto nocivo della plastica sugli ecosistemi marini è preoccupante, e sono diversi i progetti che affrontano il problema (si veda  Alla ricerca della plastica scomparsa  in “Le Scienze” n. 560, aprile 2015). Ora uno studio pubblicato su “Scientific Reports” dall’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricercha, Università di Ancona, l’Università del Salento e la statunitense Algita Foundation, ha tracciato un quadro del Mediterraneo nel 2013.  F rammenti più piccoli di due millimetri, non visibili a occhio nudo, galleggiano quasi ovunque nel Mare Nostrum, e le concentrazioni sono tra le più elevate del globo: 1,25 milioni di frammenti per chilometro quadrato. Il record nel record spetta al tratto di mare tra Toscana e Corsica, con dieci chilogrammi di microplastica per chilometro quadrato. In generale la plastica è più abbondante nel Mediterraneo occidentale rispe...

Segni di Alzheimer

In un mondo sempre più anziano, l’incidenza dell’Alzheimer è destinata ad aumentare e con essa la richiesta di terapie. A questo scopo, un risultato importante sarebbe la scoperta di marcatori che rilevassero l’insorgenza del morbo prima della comparsa dei sintomi. Un candidato è staot individuato da Marc Suarez-Calvet Ludwig-Maximilians-Universitat Munchen e colleghi con uno studio pubblicato su   Science Translational Medicine , che ha riguardato 127 pazienti con una forma ereditaria di Alzheimer e 91 fratelli e sorelle in salute. Nei soggetti con Alzheimer è stato osservato un collegamento tra malattia e alti livelli della proteina TREM2 nel liquido cefalorachidiano cinque anni prima della comparsa dei sintomi e cinque anni dopo l’insorgenza della malattia.

Il primo spettro

Materia e antimateria sono pari, almeno dal punto di vista della spettroscopia.  Lo ha dimostrato la collaborazione ALPHA del CERN di Ginevra con la prima misurazione spettroscopica di atomi di antimateria, nello specifico di atomi di antidrogeno composto da un antiprotone (particella con massa uguale a quella del protone ma con carica elettrica negativa) e da un positrone (particella con massa uguale a quella dell’elettrone ma con carica positiva). Come illustrato su Nature, i ricercatori hanno intrappolato una manciata di atomi di antidrogeno in modo che non toccassero il materiale della trappola, eventualità che avrebbe portato alla distruzione di antidrogeno e atomi di materia ordinaria entrati in contatto con l’antimateria. Inoltre gli atomi di antidrogeno avevano una bassa temperatura, una condizione questa che finora aveva impedito misurazioni del genere, cioè la giusta energia cinetica per essere colpita in modo efficace da fasci laser che portavano gli antiatomi in ...

Geni denisovani

Le popolazioni umane hanno colonizzato quasi ogni angolo della Terra, non di rado insediandosi in ambienti inospitali per una specie di origine africana, adattandosi a condizioni estreme, per esempio temperature assai basse. Il genoma delle popolazioni che ancora oggi vivono in ambienti estremi è d’interesse per la scienza, anche applicata, e spesso  le scoperte sono eclatanti, come quella pubblicata su  Molecular Biology and Evolution  da Fernando Racimo del New York Genome Center e colleghi. I ricercatori sono partiti da due geni, TBX15 e WARS2, che negli Inuit della Groenlandia sono responsabili dell’adattamento a freddo e a una dieta composta principalmente di pesce. Racimo e colleghi hanno confrontato dati genetici di quasi 200 Inuit groenlandesi con quelli di persone di altre parti del mondo, e di uomini di Neanderthal e di denisovani, due specie umane estinte. In questo modo gli autori hanno scoperto che la variante TBX15/WARS2 degli Inuit potrebbe derivare proprio...

Erba Volant. Soluzioni innovative dalle piante

A marzo allegato a richiesta con Le Scienze il libro " Erba volant" . L’umanità è affamata di innovazione.  È una delle conseguenze del nostro impatto di specie sull’ambiente in cui viviamo e che modifichiamo senza sosta da tempo lasciando tracce ben riconoscibili, al punto da segnare l’inizio di una nuova era geologica che porta il nostro nome: l’Antropocene. Per risolvere le sfide poste da questa nuova era, un aiuto insospettabile potrebbe giungere da quella natura che proprio nell’Antropocene rischia di essere travolta e che invece è sempre più fonte d’ispirazione per scienziati e innovatori in generale. Lo dimostra il crescente successo della biomimetica, una disciplina recente che volge lo sguardo alle soluzioni escogitate dalla natura in quasi quattro miliardi di anni di evoluzione sulla Terra per usarle come basi di idee innovative utili agli esseri umani e allo stesso tempo rispettose per l’ambiente. A ben vedere non è proprio una novità, considerato che perlo...