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Visualizzazione dei post da agosto, 2017

Come sfuggire al Governo Mondiale "Zootecnico"?

Ogni tanto ripenso ai 220 mila che ai primi di luglio sono  andati a Modena per ascoltare Vasco Rossi.  Non solo hanno pagato i biglietti  per riascoltare dal vivo un settantenne trasgressivo di paese, rendendolo ancora più  ricco; si sono mossi da tutta Italia  in gruppo  pagandosi il treno, la benzina, il pedaggio autostradale,per convergere a Modena; hanno mangiato panini,  hanno dormito sulle panchine o pernottato in qualche nelle stazioni, o all’addiaccio; hanno accettato di correre rischi   persino mortali, come   sapevano era avvenuto poco prima durante l’adunata di piazza Cavour a Torino. Hanno sopportato insomma i disagi – eh sì –   da  soldati  in marcia , e senza un lamento, anzi contenti, perfino spontaneamente disciplinati. Dico: pensate se fossero capaci  di farlo per uno s copo politico . Se arrivassero in 220 mila a Roma, una volta, per protestare contro  la sottrazione di diritti come...

Grazie alle nuove leggi gli immigrati potranno rubarci legalmente la casa

Con le nuove norme addio sgomberi. E chi occupa può anche chiedere la residenza e allacciare luce e gas. Roma - Se occupi un immobile il massimo del rischio sarà che le istituzioni ti trovino casa. Oppure - versione più estrema e improbabile - che il proprietario dell'immobile occupato debba trasformarsi in agente immobiliare per trovarti un'alternativa. La direttiva Minniti alla fine potrebbe spuntare. Il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa ha già detto che valuterà se impugnarla. Oggi il vertice del ministro dell'Interno e forse chiarirà un po' i dettagli, ma è già chiaro che si tratterà di un contentino alla sinistra, sull'onda emotiva dello sgombero di Roma. Un'altra stratificazione di norme e intralci burocratici che renderà più difficile e pesante per un proprietario di immobile tornare in possesso del suo bene. Una norma irrazionale, che allungherà ancora i tempi biblici della giustizia civile italiana. Ma anche senza la diret...

"Li ho portati in piscina, ora li porto al mare". Parole di Don Biancalani, il prete che ringraziava Allah per regalarci i migranti

Don Accoglienza,  don Massimo Biancalani , ha ottenuto altri 15 minuti di notorietà. Il prete che ringraziava Allah su Facebook per aver portato un immigrato musulmano nella sua parrocchia di Santa Maria Maggiore di Vicofaro, a  Pistoia , e che è finito nella bufera per una foto di gruppo con  immigrati in piscina  ("Loro sono la mia patria, i razzisti e i fascisti i miei nemici") domenica ha celebrato messa davanti ai fedeli e a una quindicina di esponenti di Forza Nuova, accorsi fino in chiesa per contestarlo. I fischi e qualche pomodoro se li sono beccati loro, scortati addirittura dalla Digos. Don Biancalani ha stretto le loro mani ("Ragazzi state tranquilli, non è necessario che ve lo dica...") e poi dal pulpito è partito il suo nuovo show, a uso e consumo di giornalisti e social: "Li ho portati in piscina - annuncia, riferendosi ovviamente ai giovani africani - e a settembre li porterò anche al mare". Una sfida bella e buona ai "razzisti...

Il golpe venezuelano

La farsesca costituente venezuelana non ha neanche finto di porsi un obiettivo più elevato. Neppure due settimane dopo il suo insediamento, si è già arrogata i poteri dell’assemblea nazionale, dove l’opposizione al governo di Nicolas Maduro ha la maggioranza. Il passaggio è stato formalizzato il 18 agosto con un decreto approvato all’unanimità dai 545 componenti della costituente, scelti secondo regole stabilite apposta per favorire i lealisti. Un terzo dei membri viene dai sindacati e da altre organizzazioni controllate dallo stato, il resto è composto dai rappresentanti di tutti i comuni, a prescindere dal numero di abitanti. Non è un problema il fatto che solo una piccola parte dei venezuelani sia andata alle urne per legittimare questa truffa, a cui l’elezione della moglie e del figlio di Maduro ha dato un tocco ridicolo. Maduro non ha mai accettato la vittoria dell’opposizione alle legislative del dicembre 2015, la prima dopo 16 anni di governo chavista. Nell’escalation d...

Trump sbaglia sull’Afghanistan

Ci sono due aspetti degni di nota nel discorso di Donald Trump sulla sua strategia in Afghanistan.  Uno è la sua brusca inversione di marcia. Un tempo chiedeva il ritiro delle truppe statunitensi dal paese, mentre oggi è favorevole al rafforzamento della presenza militare. Questa decisione potrebbe allungare di anni quella che è già oggi la guerra più lunga nella storia degli Stati Uniti. La decisione dimostra la crescente influenza dei generali sulla politica di Trump e la marginalizzazione degli ideologi isolazionisti di destra. Trump potrebbe avere ragione quando afferma che ritirarsi dall’Afghanistan lascerebbe un vuoto che i taliban, Al Qaeda e il gruppo Stato Islamico sarebbero felici di riempire. Non sarebbe solo una sconfitta politica e militare, ma anche un grosso rischio per la sicurezza. In realtà finora l’azione delle truppe statunitensi in Afghanistan ha spinto sempre più persone tra le braccia dei taliban, che si sono rafforzati. Questo potrebbe succedere ...

Aria

Una sera d’estate al Nourse Theatre di San Francisco, Arundhati Roy parla con Alice Walker di libri, di politica e dell’aria che respiriamo. “Quando nel 1997 è uscito Il dio delle piccole cose e ho vinto il Booker Prize, sono finita sui giornali e sulle copertine delle riviste di mezzo mondo. Poco dopo la destra nazionalista è andata al governo in India e a quel punto per me restare in silenzio è diventato un lusso che non potevo più permettermi, perché avrebbe significato approvare le loro scelte. Ci sono situazioni in cui non puoi essere neutrale. Che può fare allora la letteratura? Mi sembra che la velocità e le dimensioni raggiunte dall’industria editoriale stiano in qualche modo addomesticando la narrativa. Ci si aspetta che tu dia interviste in cui ti chiedono di riassumere in sei parole il libro che hai appena scritto. Ma i lettori non vogliono necessariamente degli omogeneizzati per bambini. Per me invece l’idea è riuscire a scrivere un libro sull’aria che respiriamo. Perché ...