Finisce sempre così, con la morte. Prima però c’è stata la vita, nascosta sotto i bla bla bla bla. È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura, gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza e poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile. Tutto sepolto nella coperta dell’imbarazzo dello stare al mondo, bla bla bla bla. Altrove c’è l’altrove, io non mi occupo dell’altrove, dunque che questo romanzo abbia inizio. In fondo è solo un trucco, si è solo un trucco.
Resoconto presidio. Molti sono stati gli eventi che ha sentito chi si è trovat* a passare per piazza Prampolini a Reggio Emilia, venerdì 19 giugno nell’orario dell’aperitivo. Un presidio contro le politiche di contenimento e di gestione dell’immigrazione del governo e dell’Unione Europea, contro le leggi razziste, contro gli interventi armati patrocinati e voluti dalle nazioni europee. Un presidio fortemente voluto dalla Federazione Anarchica Reggiana e dalla Cassa di solidarietà libertaria, che ha visto la partecipazione anche di altre realtà cittadine come la scuola di italiano per stranieri Passaparola. Nonostante i diversi punti di vista, le differenti letture politiche del fenomeno, tutti gli intervenuti hanno denunciato l’utilizzo criminale della “emergenza immigrazione” per beceri fini politici da parte di tutti i partiti. La creazione ad hoc delle situazioni di emergenza, della disumanizzazione che i media stanno plasmando delle migliaia di persone in fu...
Declassamenti, mobbing, orari più scomodi, mancati rinnovi se non, addirittura, licenziamenti. Per le mamme il lavoro è ancora una conquista difficile, soprattutto quando annunciano una gravidanza o ritornano dopo il congedo. Questo, almeno, emerge da una discussione che si è accesa sul gruppo Facebook “Consigli da mamma a mamma Emilia-Romagna”: è bastato che una delle iscritte chiedesse alle altre se sulla loro pelle hanno vissuto discriminazioni professionali a causa dei figli che si è scatenato l’inferno, con decine di testimonianze agghiaccianti che sottolineano come la maternità sia ancora vista come un ostacolo da parte del mondo del lavoro. Una mamma ha raccontato che dopo avere avuto il secondo figlio, da modellista per una ditta di abbigliamento qual era è stata mandata in magazzino. Alcune hanno detto di essere state lasciate a casa senza se e senza ma. Qualcuna è stata “costretta” a licenziarsi dopo aver subito una serie di angherie: “Me ne hanno fat...
Commenti
Posta un commento