Bambine che piangono coinvolte nelle orge; bambini stuprati in ogni modo e in qualsiasi atroce posizione; mamme che abusano dei loro figli. E l’elenco delle vergogne potrebbe continuare. L’anno 2015 è cominciato col botto per la pedofilia online, con produzione di materiale che ha dato non poco lavoro ai volontari dell’Associazione Meter Onlus ( www.associazionemeter.org ) di don Fortunato Di Noto. È di oggi la segnalazione numero 39, inviata alla Polizia Postale (con cui Meter ha un accordo di collaborazione dal 2008) della Sicilia Orientale (Catania), che indica 6.357 foto e 1.174 video pedopornografici per un totale di 7.528 file che chiunque può scaricare da internet. Nuova forma di schiavitù – dichiara don Di Noto – che non ha età. Migliaia di piccoli schiavi del sesso pedofilo perverso e violento. Il contenuto infame è come da copione, intollerabile: migliaia di minori coinvolti in atti sessuali estremi ed atteggiamenti sessuali ...
Declassamenti, mobbing, orari più scomodi, mancati rinnovi se non, addirittura, licenziamenti. Per le mamme il lavoro è ancora una conquista difficile, soprattutto quando annunciano una gravidanza o ritornano dopo il congedo. Questo, almeno, emerge da una discussione che si è accesa sul gruppo Facebook “Consigli da mamma a mamma Emilia-Romagna”: è bastato che una delle iscritte chiedesse alle altre se sulla loro pelle hanno vissuto discriminazioni professionali a causa dei figli che si è scatenato l’inferno, con decine di testimonianze agghiaccianti che sottolineano come la maternità sia ancora vista come un ostacolo da parte del mondo del lavoro. Una mamma ha raccontato che dopo avere avuto il secondo figlio, da modellista per una ditta di abbigliamento qual era è stata mandata in magazzino. Alcune hanno detto di essere state lasciate a casa senza se e senza ma. Qualcuna è stata “costretta” a licenziarsi dopo aver subito una serie di angherie: “Me ne hanno fat...
Per Veronelli la scienza non ha ancora occupato lo spazio, né si intuisce possa farlo, delle infinite metamorfosi del vino. Un pensiero ecologico radicale per un'epoca, come quella degli inizi degli anni '60 del secolo scorso, in cui l'industrialismo marca le sorti ineluttabili e progressive del genere umano: «vi è qualcosa che sfugge, qualcosa che noi solo conosciamo, con cui solo noi comunichiamo, noi che amiamo il vino: la sua anima. Ha origine dalla pianta simbolica, la vite. È coltivato e non fabbricato come le cose inerti. È soggetto a mille condizioni naturali prima di venire alla luce; un giorno nasce e subito ha bisogno di attente cure; solo attraverso pericoli ed esperienze giunge alla maturità, per poi declinare e, più vecchio, morire. Un ciclo che è di ogni creatura 1 ». Ed è proprio in quel contesto che fa la sua apparizione la famosa frase di Luigi Veronelli cui «il peggior vino contadino è migliore del miglior vino industriale». Non perché, come erronea...
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