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Visualizzazione dei post da luglio, 2014

I due vasi

Un’anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all’estremità di un palo che lei portava sulle spalle. Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l’altro era perfetto, ed era sempre pieno d’acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto. Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d’acqua. Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati. Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto. Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino: “Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l’acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa”. La vecchia sorrise: “Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell’...

Buddha e il torrente

Un giorno Buddha stava attraversando una foresta. Era assetato, per cui disse ad Ananda, il suo primo discepolo: “Ananda, torna indietro. A qualche miglio da qui abbiamo attraversato un torrente. Portami un po’ d’acqua”.Ananda tornò indietro, ma quando raggiunse il torrente vide che alcuni carri che l’avevano attraversato ne avevano agitate le acque che erano ormai diventate fangose. Ritornò da Buddha a mani vuote… Ma Buddha insistette, e gli ripeté: “Torna indietro e portami dell’acqua da quel torrente”. Ananda non comprendeva quell’insistenza, ma ritornò al torrente. E mentre si stava incamminando, Buddha gli disse: “E non tornare, se l’acqua è ancora sporca. Se è sporca, siediti semplicemente sulla riva, in silenzio. Non fare nulla, non entrare nel torrente. Siedi sulla riva in silenzio e osserva”. Ananda tornò al torrente. Buddha aveva ragione. L’acqua era ora quasi limpida, le foglie erano ridiscese sul fondo e il fango si era sedimentato. Ma il torre...

I tre colini di Socrate

Un giorno un uomo andò a trovare Socrate e gli disse: “Sai cosa ho saputo su un tuo amico?” “Un istante”, rispose Socrate. Prima che tu mi racconti ciò che desideri, vorrei farti un test.  Quello dei tre colini. “I tre colini?” chiese l’uomo. “Prima di raccontarmi tutto quello che vuoi sugli altri, è buono avere del tempo per filtrare quello che va detto. Questo è ciò che io intendo per il test dei tre colini. Il primo colino è quello della Verità . Hai verificato che quello che mi stai per dire è la verità?”, disse Socrate. “No. L’ho semplicemente sentito…” rispose l’uomo. “Va bene. Non sai quindi se è vero. Proviamo a filtrarlo in un altro modo utilizzando il secondo colino, quello della Bontà . Quello che stai per dirmi sul mio Amico, è qualcosa di buono?”, chiese Socrate. “Ah no! Al contrario…” rispose l’uomo. “Quindi”, continua Socrate, “tu mi vuoi raccontare qualcosa di cattivo su di lui e non sai neanche se le cose che mi stai per dire ...

Che cos’è l’amore?

Un giorno un ragazzo chiese al vecchio saggio del paese quale fosse la cosa più forte. Il saggio dopo qualche minuto gli rispose: “Le cose più forti al mondo sono nove: Il ferro è più forte, ma il fuoco lo fonde. Il fuoco è forte, ma l’acqua lo spegne. L’acqua è forte ma nelle nuvole evapora. Le nuvole sono forti ma il vento le disperde. Il vento è pure esso forte ma la montagna lo ferma. La montagna è forte, ma l’uomo la conquista. L’uomo è forte ma purtroppo la morte lo vince”. “Allora è la morte la più forte!” - lo interruppe il ragazzo - “No” – continuò il vecchio saggio - “l’amore… sopravvive alla morte!”   (Anonimo)

La rana filosofa e il millepiedi

Una delle favole di Esopo.   Un millepiedi sta facendo una passeggiata mattutina. Si sa che il millepiedi ha cento zampe. Una rana che lo vede non crede ai propri occhi, sbatte le palpebre, guarda di nuovo: “Cento zampe, ma come fa? Quale deve alzare per prima e quale per seconda, e la terza, e la quarta…?” Cento zampe! Se perdi il conto, ti inciampi nelle tue stesse zampe e cadi! Corre verso di lui, saltando, ferma il millepiedi e gli chiede: “Zietto, non dovrei interrompere la tua passeggiata mattutina, ma una domanda molto filosofica mi è venuta in mente, e non so darle risposta; sono solo una rana, sai. Soltanto tu mi puoi aiutare”. Il millepiedi chiede: “Qual è il problema?” La rana gli spiega: “Il problema è questo: ho visto le tue cento zampe, le ho contate;  e il problema è: come fai?” Il millepiedi rispose: “Non ci avevo mai pensato. Proverò a capire in che modo ho fatto finora. Non ci avevo mai pensato; effettivament...

Lettera aperta agli ebrei italiani

Sono un’ebrea italiana della generazione post-1945, ebrea da generazioni da parte di entrambi i genitori. Sento il bisogno impellente in queste ore di angoscia e di "guerra" tra Palestina e Israele di rivolgermi ad altri ebrei italiani perché non riesco a credere che non provino lo stesso sgomento e la stessa repulsione per la carneficina che Israele sta compiendo a Gaza.  Non si mira a distruggere un nemico armato, non sono due eserciti ad affrontarsi: si sta sterminando un’ intera popolazione civile, perché il nemico è ovunque,  in un fazzoletto di terra che stipa in 365 km2 un milione e ottocentomila persone, il nemico è sotto la terra sopra la quale c’erano case e scuole e negozi e ospedali e strade, c’è la gente, e se vuoi colpire chi sta sotto la terra è giocoforza ammazzare chi ci sta sopra a quella terra, anche un bambino lo capisce:, ma fanno finta di non saperlo gli strateghi sottili di questo orrore infinito che si dipana sotto i nostri occhi. ...

Massacro a Gaza, l’America Latina contro Israele

Si fa sempre più frontale e determinata la mobilitazione dei governi dell'America Latina contro Israele, anche al di là del loro colore politico.  La portata e l’intensità delle operazioni israeliane a Gaza “violano il principio di proporzionalità nell’uso della forza” e pertanto non rispettano “norme fondamentali del diritto internazionale umanitario”: con questa motivazione il governo del Cile ha richiamato ieri per consultazioni il suo ambasciatore a Tel Aviv, Jorge Montero. “Non sappiamo quanto tempo resterà a Santiago, dovremo valutarlo” ha detto il capo della diplomazia di Santiago, Heraldo Muñoz, da Caracas, dove partecipa al vertice del Mercosur (Mercato comune sudamericano). Allo stesso summit, il Brasile, capofila della condanna latinoamericana all’offensiva su Gaza, chiederà formalmente il sostegno dei suoi soci – Argentina, Paraguay, Uruguay e Venezuela – dopo essere stato aspramente contestato da Israele.   Di pari passo con il Cil...

L’Anm si schiera con la Palestina «Stop bombing Gaza»

NAPOLI - Guerra a Gaza: l’Anm, l’azienda mobilità del Comune di Napoli (treni e autobus), si schiera con i palestinesi.     Sul profilo Facebook della Partecipata sono comparse diverse foto, tra cui una in particolare, firmata da Adolfo Vallini, che ritrae l’insegna del deposito di via Nazionale delle Puglie decorata da due bandiere della Palestina. Un grande manifesto effigiante la bandiera della Pace con l’hashtag #StopBombingGaza, contenuto in un tabellone in plexiglass, è invece comparso alla stazione «Leopardi» della metropolitana.   Raggiunto dal CorrieredelMezzogiorno.it , l’amministratore delegato dell’Anm, l’ingegnere Alberto Ramaglia, conferma : «È una iniziativa dell’azienda di concerto con l’amministrazione comunale, che prevede la diffusione di questo messaggio di Pace, con cui ci auguriamo anche noi che si risolva questo problema così gravoso, un messaggio di solidarietà verso questo popolo perché qualcuno metta fine a questa bruttu...

Il malware che usa Tor per ricattare l'utente

Il successore di Cryptolocker è il malware crittografico più sofisticato. L'utente ha solo 72 ore prima che i file siano cancellati per sempre. La segnalazione arriva da Kaspersky: durante un'indagine svolta recentemente, l'azienda di sicurezza informatica ha individuato un nuovo modo di implementare il malware di tipo crittografico ransomware, ovvero un malware che cripta i dati dell'utente per poi chiedere una sorta di riscatto per la decrittazione.  Questo malware è stato definito "Onion" ransomware perché utilizza la rete anonima Tor (il router "Cipolla") per nascondere la sua natura dannosa e per rendere più arduo il riconoscimento dei criminali che si nascondono dietro a questa campagna di malware ancora in corso.  I miglioramenti tecnologici che sono state apportate al malware hanno fatto diventare questa minaccia ancora più pericolosa rendendola una delle minacce crittografiche più sofisticate.  Il malware On...

Hashem, il difensore dei bimbi ammazzato da un cecchino israeliano

Durante l'invasione delle forze israeliane di ieri, è stato ucciso Hashem Abu Maria, volontario che lavorava per la pace e in difesa dei più piccoli. Il bilancio delle vittime sulla Striscia di Gaza ha ormai superato quota 800. Tra le persone che sono state uccise ieri c'era Hashem Abu Maria, di 47 anni, 'freddato' da un cecchino israeliano. Abu Maria lavorava per Defence for Children Palestine, ed era considerato il 'difensore dei bambini', oltre ad essere un uomo attivissimo nel volontariato e nella ricerca della pace tra Israele e Palestina. Lascia una moglie e tre figli, tutti minorenni.  Il ricordo di Carla Cocilova, dirigente dell'Arci Hashem era una brava persona. Una di quelle che ti accoglieva come se fossi stata sua sorella. Ogni volta che lo incontravo ad Hebron mi chiedevo dove trovasse la forza per tutti quei sorrisi vivendo nella prigione che è diventata la sua città a causa dell'occupazione militare israeliana e ...

Sta per scoppiare la terza intifada?

Se ci sarà, sarà diversa dalle precedenti, sarà indirizzata anche contro l'Autorità Nazionale Palestinese. #SaveGaza. Se è scoppiata o meno una nuova Intifada in Cisgiordania, lo capiremo a breve tempo. E se la terza Intifada scoppierà, sarà diversa dalle precedenti, indirizzata anche contro l'Autorità Nazionale Palestinese. Almeno questa era l'opinione diffusa tra la gente, tra chi sempre partecipa alle manifestazioni contro l'occupazione, tra chi è stato nelle carceri israeliane ed ha sempre creduto nella possibilità di liberare la palestine, fino a prima del rapimento dei tre coloni. Dopo mesi di focolai di protesta scoppiati in tutti i centri al lato destro della linea verde, nella serata ddell'altroieri intorno alle 20 mila persone si sono riversate nelle strade di Ramallah, per una marcia verso il checkpoint di Qalandya. Una folla che non si vedeva da tempo. Partita dal campo profughi di Al Amari con l'intento dichiarato di raggiungere...

Potere alla parola, lavoro di memoria

Questa è la storia di Nello e Pietro. Uno è nato a Pescara, cresciuto davanti all’immensità del mare, l’altro è nato in Calabria, cresciuto in mezzo ai colori dei campi. Una volta diventati uomini e sposati, in un’Italia messa a terra per colpa della crisi, si lasciano sedurre da un’opportunità di lavoro nelle mi niere di carbone in Belgio . Un progetto bilaterale firmato con l’Italia. Questo lavoro è proprio la soluzione per una nuova vita: si promette loro un lavoro, una casa, delle allocazioni famigliari per chi ha una famiglia… c’è finalmente un modo per uscire fuori di questa fame! Quindi Nello e Pietro fanno la valigia in direzione Milano per la partenza verso il Belgio col treno, come più di 50.00 altri Italiani, lasciando moglie e figli. Questa è stata la loro prima giornata di lavoro: hanno dovuto scendere nelle viscere della terra, a più di 1000 metri di profondità, senza maschera antigas, con lampade che facevano così poca luce che i loro occhi si abi...

Civili

Si chiama roof knocking, bussare sul tetto, e funziona così: un missile senza carica esplosiva, o con una carica molto debole, colpisce il tetto di un’abitazione dove l’esercito ritiene siano nascosti razzi o esplosivi. Le persone che vivono nell’edifici hanno pochi minuti per scappare.  Poi arriva una seconda bomba, questa volta con l’esplosivo, che rade al suolo la casa. On sempre tutti riescono a mettersi in salvo in tempo. E capita anche che lo stesso missile di avvertimento uccida delle persone. I video sono impressionanti. L’inquadratura è fissa su un groviglio di palazzine. Si sente il sibilo di un missile, si vede l’impatto sull’edificio, che subisce qualche danno. Poi voci concitate, uomini e donne che urlano. Pochi minuti dopo, un altro fischio, ma stavolta l’esplosione è violenta, e dalla nube di calcinacci e detriti si capisce che la casa è stata distrutta. Fino a qualche tempo fa, i militari israeliani usavano solo il telefono: una voce annunciava l’arrivo d...